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Analisi del ciclo di vita di un programma di formazione digitale

L'Analisi del Ciclo di Vita (LCA, in inglese Life Cycle Analysis) consente di valutare l'impatto ambientale di un prodotto e di misurarne gli effetti.

In genere si articola in cinque fasi:
1. Estrazione delle materie prime
2. Produzione
3. Distribuzione
4. Utilizzo
5. Fine del ciclo di vita.

Applichiamo queste cinque fasi alla formazione digitale:

Fase 1: Progettazione
La fase di progettazione corrisponde alla progettazione della formazione. L’analisi dei bisogni formativi consente di definire la struttura del programma, compresi i metodi pedagogici, le strategie di valutazione, il monitoraggio, ecc.

Fase 2: Produzione
La produzione, o ingegneria pedagogica, consiste nella creazione dei contenuti formativi (presentazioni, video, podcast, file di testo, ecc.).

Fase 3: Distribuzione
La formazione viene quindi erogata in presenza o a distanza, a seconda delle modalità definite durante la prima fase.

Fase 4: Utilizzo
Una volta resa disponibile, la formazione viene utilizzata da studenti, studentesse, insegnanti, formatori e formatrici.

Fase 5: Fine del ciclo di vita
La fase finale riguarda la gestione della fine del ciclo di vita dei contenuti formativi digitali.

Attraverso queste cinque fasi, possiamo già intravedere la gamma di possibilità e le strategie da attuare per ridurre l’impatto ambientale di un programma di formazione.

La Fase 1 riveste notevole importanza in quanto consente di definire i parametri e gettare basi responsabili. Ad esempio: studenti e studentesse dispongono delle attrezzature necessarie per seguire, in tutto o in parte, la formazione a distanza? In caso contrario, dovranno spostarsi per accedere ai moduli a distanza?

La Fase 2 prevede una riflessione sui contenuti didattici da sviluppare. È necessario creare nuovi materiali e, in tal caso, si dispone di attrezzature adeguate? Oppure è possibile aggiornare i contenuti esistenti o utilizzare risorse liberamente accessibili?

La fase 2 influisce anche sulla fase 3. Le risorse sono adeguatamente calibrate, in particolare in termini di dimensione dei file, per facilitarne la distribuzione a studenti e studentesse? Inoltre, studenti e studentesse sono a conoscenza delle regole di base per un utilizzo responsabile del digitale durante il loro apprendimento online o in presenza?

Infine, la fase 5 ci spinge a riflettere su come gestiamo i contenuti formativi digitali obsoleti.

Riflettere su queste cinque fasi può fornire risposte, o quantomeno spunti di approfondimento, per ridurre l’impatto delle pratiche pedagogiche digitali.

Questa prospettiva incentrata sul ciclo di vita riflette la visione del progetto In-DigiT, che promuove pratiche digitali inclusive, frugali, democratiche, protettive, abilitanti, eque e innovative.

Scopri tutte le risorse gratuite sviluppate dal progetto qui: https://indigit.sustainable-digital-learning.com/