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Pratiche digitali protettive: creare ambienti di apprendimento più sicuri

Le tecnologie digitali hanno trasformato l’istruzione e la formazione, rendendo l’apprendimento più flessibile, accessibile e collaborativo. Piattaforme online, servizi di archiviazione cloud, strumenti di videoconferenza e intelligenza artificiale fanno ormai parte delle pratiche formative quotidiane. Tuttavia, con l’avanzare della digitalizzazione, aumentano anche le preoccupazioni relative alla privacy, alla cibersicurezza e alla protezione dei dati personali.

Nel settore della formazione, le pratiche digitali protettive sono essenziali per creare ambienti di apprendimento sicuri, affidabili e rispettosi. Contribuiscono a garantire che studenti/studentesse, formatori/formatrici e il personale possano partecipare in sicurezza alle attività digitali senza temere l'uso improprio dei dati, gli attacchi informatici o i danni online.

Ogni giorno, gli enti di formazione raccolgono ed elaborano grandi quantità di informazioni personali: nomi, indirizzi e-mail, registri delle attività didattiche, dati sulle presenze, risultati delle valutazioni e talvolta anche informazioni sensibili. Senza adeguate misure di sicurezza, questi dati possono essere esposti, rubati o utilizzati in modo inappropriato.

Gli incidenti di cibersicurezza stanno diventando sempre più frequenti in tutto il mondo. Secondo l’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA), gli attacchi di phishing, il ransomware e le violazioni dei dati sono tra le minacce più ricorrenti che colpiscono le organizzazioni, comprese le scuole e i centri di formazione.

Le pratiche digitali protettive non sono quindi soltanto misure tecniche. Riguardano anche il rispetto della dignità umana, della privacy e della fiducia negli spazi di apprendimento digitale.

Cosa sono le pratiche digitali protettive?
Le pratiche digitali protettive comprendono tutte le azioni che contribuiscono a rendere sicuri gli ambienti digitali e a tutelare i diritti degli/delle utenti. Alcuni esempi includono:

La cibersicurezza e la privacy sono spesso considerate una responsabilità esclusiva dei reparti IT. In realtà, le pratiche di protezione digitale coinvolgono tutti i membri di un'organizzazione. Formatori/formatrici, personale amministrativo, dirigenti e studenti/studentesse svolgono tutti un ruolo importante nel mantenere la sicurezza degli ambienti digitali.

Semplici azioni quotidiane possono ridurre notevolmente i rischi: controllare i link prima di cliccarci sopra, proteggere le password, limitare la condivisione dei file o riflettere attentamente prima di archiviare online dati non necessari.

Nell’ambito del progetto In-DigiT, la “protezione” è una delle sette qualità di una digitalizzazione responsabile. Una trasformazione digitale veramente responsabile non può esistere senza sicurezza, trasparenza e rispetto dei diritti degli/delle utenti.

Adottando pratiche digitali protettive, le organizzazioni che si occupano di formazione non solo riducono i rischi, ma rafforzano anche la fiducia, l'inclusione e la qualità stessa dell'apprendimento digitale.

Riferimenti
Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza. (2023). ENISA threat landscape 2023: July 2022 to June 2023 (“Panorama delle minacce secondo l'ENISA 2023: da luglio 2022 a giugno 2023). ENISA. https://www.enisa.europa.eu/publications/enisa-threat-landscape-2023