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Perché le pratiche digitali responsabili sono importanti nella formazione e nell’istruzione

Le tecnologie digitali sono diventate una parte integrante della formazione e dell’istruzione. Piattaforme online, contenuti digitali, strumenti di collaborazione e sistemi basati sui dati plasmano oggi il modo in cui l’apprendimento viene progettato, erogato e vissuto. Sebbene questa trasformazione digitale offra molte opportunità, solleva anche importanti questioni ambientali, sociali ed etiche.

La digitalizzazione non è neutrale. Il modo in cui gli strumenti digitali vengono scelti, progettati e utilizzati può rafforzare le disuguaglianze e la pressione ambientale oppure contribuire a un futuro più inclusivo, equo e sostenibile. Per questo motivo il progetto In-DigiT promuove un quadro di pratiche digitali responsabili, costruito attorno a sette qualità chiave: Inclusività, Frugalità, Democraticità, Protezione, Attivazione, Equità e Innovazione.

Oltre la tecnologia: una questione di responsabilità

Le pratiche digitali responsabili vanno oltre le prestazioni tecniche o l’innovazione fine a sé stessa. Invitano le organizzazioni formative a riflettere sull’impatto più ampio delle proprie scelte digitali.

Le pratiche inclusive mirano a garantire che tutti gli studenti e le studentesse, indipendentemente dal loro background, dalle loro capacità o dall’accesso alla tecnologia, possano partecipare pienamente all’apprendimento digitale. Accessibilità, sostenibilità economica e sviluppo delle competenze digitali sono essenziali per evitare l’aggravarsi delle disuguaglianze esistenti.

Le pratiche frugali incoraggiano un uso efficiente dell’energia e delle risorse, contribuendo a ridurre l’inquinamento digitale e l’impatto ambientale. Ciò include l’estensione della durata delle apparecchiature, la limitazione dell’archiviazione inutile dei dati e la scelta di strumenti progettati tenendo conto della sostenibilità.

Le pratiche democratiche promuovono valori condivisi, partecipazione e trasparenza. Gli strumenti digitali dovrebbero valorizzare studenti e studentesse, educatori ed educatrici, dare spazio a voci diverse e sostenere la cittadinanza attiva, anziché escludere o marginalizzare determinati gruppi.

Le pratiche protettive si concentrano sulla tutela dei dati personali, della privacy, della cybersicurezza e della dignità umana. La fiducia è un pilastro degli ambienti di apprendimento digitali e può essere costruita solo quando gli/le utenti si sentono al sicuro e rispettati.

Le pratiche abilitanti, eque e innovative garantiscono che le tecnologie digitali supportino realmente l’apprendimento, lo sviluppo professionale e il progresso sociale, senza creare dipendenza, vantaggi ingiusti o danni.

Le organizzazioni formative, i formatori e le formatrici, i progettisti pedagogici e il personale IT svolgono un ruolo centrale nel determinare come si sviluppa la digitalizzazione. Le loro decisioni influenzano non solo i risultati dell’apprendimento, ma anche la sostenibilità ambientale, l’inclusione sociale e la partecipazione democratica.

Il progetto In-DigiT sostiene questi attori fornendo strumenti concreti per riflettere sulle pratiche attuali e individuare aree di miglioramento.

Adottare pratiche digitali responsabili non significa fare tutto in modo perfetto, ma compiere scelte informate e consapevoli. Integrando la responsabilità al centro della trasformazione digitale, il settore della formazione può contribuire a costruire un futuro digitale che sia non solo innovativo, ma anche equo, inclusivo e sostenibile per tutti e tutte.